Nuove società globali

Meno giovani, più diversità: vivere in un Paese che cambia volto

La popolazione italiana sta invecchiando e le/i giovani sono sempre meno. Le proiezioni per il prossimo decennio indicano che la crescita complessiva sarà fortemente sostenuta da movimenti migratori, mentre la fascia giovanile continuerà a ridursi.
La domanda è inevitabile: ci saranno abbastanza giovani per garantire il ricambio generazionale e la vitalità delle comunità? Questa prospettiva non è solo un dato statistico: cambierà il volto di scuole, servizi, quartieri e potrà incidere anche sulla stessa presenza dello scautismo.

Accanto a questo scenario demografico, le identità culturali, religiose e di genere si moltiplicano e si intrecciano. Questa è una grande ricchezza che bisogna imparare a valorizzare per evitare che diventi terreno di scontro politico e sociale: differenze etniche, di provenienza o di orientamento vengono usate per polarizzare il dibattito pubblico e alimentare paure. Parlare di inclusione e impegnarsi a garantire i diritti continua a essere un atto di coraggio fondamentale per una società giusta e solidale.


Ecco alcuni spunti e risorse per approfondire questo Megatrend:

1) I giovani non fanno figli perché sono egoisti? Vediamo qualche altra chiave di lettura.

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2) Riace è un modello unico al mondo e in tanti lo studiano per capire come ripopolare un borgo e farlo rinascere attraverso l’accoglienza di rifugiati politici.

3) L’indagine, commissionata dall’UNICEF e realizzata dal consorzio IPSOS-Lattanzio-KIBS, analizza gli atteggiamenti di 1.000 adolescenti e giovani tra i 15 e i 24 anni residenti su tutto il territorio, nei confronti della migrazione, della discriminazione e del razzismo, con particolare attenzione alle percezioni verso i/le coetanei/e con background migratorio.