Rendere possibile l’impegno scout tra lavoro, studio e vita personale
In Italia oggi circa 4,7 milioni di persone (9,1% della popolazione sopra i 15 anni) svolgono attività di volontariato, ma la partecipazione è in calo rispetto a dieci anni fa, soprattutto tra le/i più giovani.
Le cause non sono solo personali: incidono condizioni sociali e strutturali che rendono l’impegno gratuito sempre più complesso.
Il lavoro è spesso precario, con orari estesi e poco prevedibili; la possibilità di scegliere tempi e spazi per sé è limitata. L’università, sempre più simile a un “liceo a tempo pieno”, impone orari obbligati, frequenze rigide e carichi di studio che lasciano poca autonomia.
A questo si aggiungono formazione continua, mobilità, carichi familiari e il bisogno di integrare più attività per sostenersi economicamente. In questo quadro, il volontariato rischia di diventare un privilegio per chi ha tempo e risorse. Per questo motivo, è importante garantire adeguate condizioni alle fasce più giovani affinché possano sperimentarsi nel mondo del volontariato, arricchendo sé e la comunità in cui vivono.
Ecco alcuni spunti e risorse per approfondire questo Megatrend:
1) Prima puntata del viaggio di VDossier nelle ragioni che sembrano portare gli italiani lontano dall’impegno per gli altri. Tra tempo che scarseggia, obiettivi di vita rifocalizzati e disillusione per le battaglie globali, ciò che sembrerebbe un addio sa piuttosto di arrivederci.
(Disponibile sia su Spotify che su Youtube).
2) Alcuni dati statistici sul mondo del Volontariato oggi in Italia: Quanti volontari ci sono in Italia? Si fa più al Sud o al Nord? Come incidono variabili demografiche come l’età e il genere?
3) L’articolo prova a comprendere le difficoltà che si incontrano oggi nel trovare e coinvolgere volontari e suggerisce 5 consigli per tentare di coinvolgerli.
4) Una serie di potenti ed emozionanti testimonianze di cosa vuol dire che il “volontariato significa donare, ma anche ricevere”.


